Aperto oggi 9:30–19:00 348 574 1528
Ritiro e consegna a domicilio in tutta la provincia di Torino WhatsApp
MobileCare

Laboratorio di via Leinì, Settimo Torinese

Riparazione tablet a Settimo Torinese

Il tablet è l'apparecchio che quasi nessuno porta in assistenza: si tiene finché va, e quando si rompe finisce in un cassetto. In laboratorio, in via Leinì, arriva quasi sempre per le stesse tre cose: il vetro crepato dopo una caduta di piatto, la batteria che si gonfia e solleva lo schermo da un angolo, la presa di ricarica che non tiene più il cavo. Quasi mai è da buttare, e quasi sempre costa meno di quello che immagini: il punto è capire, con l'apparecchio aperto in laboratorio, quale delle due strade conviene.

In laboratorio

Perché aprire un tablet è un lavoro a parte

Schermo grande incollato su tutto il perimetro, batteria larga quasi quanto la scocca, cavi piatti che passano dove non te li aspetti. Si va piano e a caldo.

Chi porta un tablet in negozio quasi sempre si scusa: «lo so che è vecchio». Di solito non è un problema. Il tablet è l'apparecchio che dura di più in casa: passa dal genitore al figlio e poi finisce sul tavolo del nonno per le videochiamate, e a quel punto ha già qualche anno addosso e lavora ancora bene. In laboratorio però chiede un mestiere suo. Il vetro è grande e incollato su tutto il giro della cornice, quindi non viene via di scatto: si scalda un lato per volta sulla piastra, si infila una lama sottilissima, si avanza di poco, si torna a scaldare, si ricomincia. Avere fretta qui vuol dire incrinare il pannello, che sul tablet è il pezzo che costa più di ogni altro. Sotto il vetro corrono cavi piatti lunghi e antenne incollate alla cornice, che si strappano se apri dal lato sbagliato. La batteria è larga e tenuta da adesivo su tutta la superficie: va tolta senza piegarla e senza scaldare dove non serve. Anche il rimontaggio vuole il suo tempo, perché l'adesivo nuovo va steso su tutto il perimetro e poi il tablet resta in pressa finché non tiene davvero. Un lavoro fatto come si deve occupa il laboratorio molto più a lungo di un cambio display su un telefono. Poi c'è la parte che non si vede. Su parecchi modelli il ricambio originale non si produce più, e in oltre dieci anni di laboratorio impari quali pannelli compatibili si comportano bene e quali dopo un mese perdono luminosità o cominciano a saltare sul touch. Su altri modelli vetro e display sono due pezzi separati: si cambia solo il vetro e si spende una frazione. Su un apparecchio che stavi già pensando di buttare, questa differenza sposta la decisione. Per questo il preventivo su un tablet lo facciamo con l'apparecchio davanti, provato e se serve aperto. Un prezzo detto al telefono su un modello di cinque anni è un numero tirato a indovinare.

Mani del tecnico con pinzette su uno smartphone aperto in laboratorio
In laboratorio

Cosa si rompe

I guasti che portano un tablet in laboratorio

Sei situazioni che in laboratorio tornano di continuo. Se ti riconosci in una di queste, l'apparecchio quasi sempre si recupera.

Il vetro grande, crepato

Cade di piatto e la crepa parte da un angolo e attraversa tutto lo schermo. Il touch spesso continua a rispondere, e allora si va avanti per mesi con le schegge sotto il dito: è così che entra la polvere e si segna anche il pannello sotto. Su parecchi modelli il vetro è separato dal display e si sostituisce solo quello.

La batteria che si gonfia

Il primo segnale è il tablet che balla appoggiato sul tavolo, poi lo schermo si stacca da un lato e resta una fessura lungo la cornice. Dentro, la batteria si è dilatata e spinge. Da lì si smette di caricarlo e lo si porta: batteria nuova, adesivo vecchio raschiato via, colla nuova su tutto il perimetro.

Non prende più il cavo

Prima carica solo se tieni il cavo storto, poi non carica più per niente. Spesso dentro la presa c'è solo lanugine di borsa o di divano, pressata a mattoncino da anni di spinotti: si pulisce e riparte. Quando invece il connettore è consumato o ha preso una storta, si dissalda e si monta quello nuovo.

Non si accende più

Schermo nero, nessuna vibrazione, nessuna luce. Può essere una batteria scesa troppo e mai più risalita, un alimentatore che non dà più niente, un guasto sulla scheda, oppure il bicchiere rovesciato sopra la settimana prima. In laboratorio lo si alimenta e si guarda quanta corrente assorbe: da quel dato si capisce già se è una sciocchezza o un lavoro di elettronica.

Il touch che va a zone

Risponde in alto e fa finta di niente in basso, oppure scrive da solo mentre lo guardi. Di solito è il vetro che ha ceduto in un punto; a volte è il cavo del touch uscito dalla sede dopo un colpo, o dopo una riparazione chiusa di corsa. Si prova con il pannello scollegato prima di ordinare qualsiasi pezzo.

Lento, pieno, e le app che si chiudono

Apri un'app e fai in tempo a fare altro. Memoria interna piena all'orlo, aggiornamenti fermi a metà da mesi, roba che parte da sola all'accensione, foto e video accumulati da quando il tablet era di qualcun altro. Si libera spazio, si toglie quello che non usi, si rimette in piedi il sistema: spesso torna comodo senza cambiare un pezzo.

La domanda vera

Conviene ripararlo o è meglio cambiarlo?

Su un tablet di cinque anni la risposta non è scontata come su un telefono. Ecco come ragioniamo, prima di dirti un prezzo.

La domanda arriva sempre uguale: «ma ne vale la pena, o me ne compro uno nuovo?». Su uno smartphone la risposta è quasi automatica, perché un telefono di cinque anni è stanco dappertutto: sta in tasca, cade, si bagna, sta al caldo, e la batteria fa due cicli al giorno. Il tablet vive fermo su un tavolo, si carica ogni tanto, esce di casa raramente. Invecchia molto più piano, e il conto va rifatto da capo. Prima cosa: a cosa ti serve. Un tablet che usi per leggere, per i video la sera, per i compiti dei ragazzi o per far vedere il catalogo ai clienti in negozio lavora bene anche con qualche anno addosso. Fa una cosa sola e la fa da fermo. Seconda cosa: quanto costa il pezzo. Se vetro e display sono separati si cambia solo il vetro e si spende poco. Se il pannello è un blocco unico si sale. Un ricambio ancora in produzione costa meno di uno da cercare in giro per settimane. Sono due dati che si conoscono solo dopo aver identificato il modello preciso, e cambiano tutto il ragionamento. Terza cosa: come sta il resto. Un tablet con lo schermo rotto ma batteria sana e presa che tiene, una volta sistemato, ti dura ancora parecchio. Se invece la batteria è gonfia, il connettore balla e il sistema non riceve aggiornamenti da un pezzo — con le app della scuola o della banca che cominciano a rifiutarsi di partire — allora le spese si sommano e il discorso cambia. Un'ultima cosa sul paragone. Chi confronta la riparazione con il tablet più economico sullo scaffale del supermercato sbaglia il termine di paragone: quello, il più delle volte, va peggio di quello che ha già rotto. Il confronto onesto è con un apparecchio dello stesso livello, e lì la riparazione costa parecchio meno. Quando il conto non torna te lo diciamo, anche se vuol dire perdere un lavoro. Capita di consigliare di lasciar perdere, tirare fuori i dati e fermarsi lì.

Come lavoriamo

Dalla consegna alla riconsegna, in quattro passaggi

Porti il tablet, lo guardiamo, ti diciamo cosa c'è e quanto costa. Poi decidi tu.

  1. Portacelo, o fatti venire a prendere

    Il negozio è in via Leinì 34 a Settimo Torinese: lunedì solo di pomeriggio, dal martedì al sabato mattina e pomeriggio. Se muoverti è complicato veniamo noi a ritirarlo, come facciamo con i computer, in tutta la provincia di Torino.

  2. Diagnosi gratuita e preventivo

    Lo proviamo, e se serve lo apriamo. Guardiamo anche batteria e connettore quando ci hai portato solo il vetro rotto, perché su un tablet di qualche anno tanto vale saperlo prima. Poi ti diciamo cosa c'è, quanto costa e quanto ci vuole. Se decidi di lasciar perdere, il tablet torna indietro com'era.

  3. La riparazione

    Si scalda, si apre piano, si cambia il pezzo. Poi arriva la parte che nessuno vede: adesivo nuovo steso su tutto il perimetro, tablet in pressa finché non tiene, e prove vere prima di dire che è finita — touch passato angolo per angolo, carica, altoparlanti, microfono, fotocamere, sensori, luminosità, Wi-Fi.

  4. Riconsegna e garanzia

    Te lo riprendi in negozio oppure te lo riportiamo a casa. Sull'intervento e sul ricambio hai tre mesi di garanzia: se qualcosa non convince, torni e lo riapriamo noi. I dati restano dove sono, tranne nei casi in cui il lavoro richiede di riformattare, e allora te lo diciamo prima di cominciare.

In laboratorio

I tablet che vediamo passare più spesso

Non siamo il centro autorizzato di nessun produttore: apriamo quello che ci portano, di qualunque marca. Anche i tablet Apple si aprono con le stesse regole: caldo, pazienza, adesivo nuovo.

Samsung Galaxy Tab

Il più comune, in tutte le sue misure. Sui Tab A di fascia media capita spesso che il vetro sia separato dal display, ed è la situazione migliore per chi paga. Sui modelli con schermo AMOLED il pannello è un blocco unico e il lavoro va fatto con più attenzione. I ricambi in genere si trovano, anche per modelli di qualche anno.

Lenovo Tab

Tanti sono entrati in casa in offerta o in bundle con la linea, e finiscono in mano ai bambini. Vetro e display spesso separati, ricambi dal costo contenuto: sono tablet che conviene quasi sempre riparare. Sui più vecchi la presa è micro-USB, che si consuma prima e balla: è il guasto che ci portano di più.

Xiaomi Pad e Redmi Pad

Modelli recenti, schermi grandi e batterie generose. Il pannello è quasi sempre incollato in un pezzo solo, quindi si lavora con la piastra e con calma. I ricambi vanno ordinati, per cui il preventivo tiene conto anche dei giorni di attesa: te lo diciamo prima, così sai quando riavrai il tablet.

Huawei MatePad

Costruiti bene, in genere durano. La parte delicata è il software: sui modelli usciti dopo il blocco dei servizi di Google alcune app vanno installate per altre strade, e chi lo ha comprato senza saperlo si ritrova il tablet della scuola che non apre quello che deve. Si sistema, ma bisogna sapere dove mettere le mani.

I tablet della scuola

Quelli comprati per la didattica o arrivati con i bandi: usati tutti i giorni, dentro lo zaino, con la verifica sempre alle porte. Hanno qualche anno e due guasti tipici, vetro spaccato e batteria che non regge la mattinata. Quando c'è un esame di mezzo cerchiamo di chiuderli in giornata, se il pezzo è in casa.

Quelli economici da supermercato

Marche che nessuno conosce, comprate a poco per far guardare i cartoni ai bambini. Qui bisogna essere sinceri: il ricambio spesso non esiste proprio, e quando esiste costa quanto il tablet. Su questi conviene lavorare sulla batteria, sulla presa di ricarica e sul software; sul pannello, quasi mai. Se è così te lo diciamo subito.

Consigli

Cinque cose che tengono in piedi un tablet più a lungo

Niente di complicato, e sono le stesse cose che diciamo a chi passa a ritirarlo dopo una riparazione.

  1. Una custodia con il bordo più alto del vetroIl tablet non cade dalla tasca: cade dal divano o dal tavolo, e cade di piatto. Una cover a libro con la cornice appena rialzata fa toccare terra alla plastica al posto del vetro. Costa una frazione di un pannello nuovo, ed è il consiglio che in negozio ripetiamo più spesso.
  2. Non lasciarlo attaccato alla corrente per giorniMolti tablet vivono perennemente sul caricabatterie, sul comodino o accanto alla cassa di un negozio. La batteria sta sempre piena e sempre tiepida, ed è proprio la combinazione che la fa invecchiare in fretta e poi gonfiare. Staccalo quando è carico e lascialo scendere ogni tanto.
  3. Tienilo lontano dal caldoIl cruscotto dell'auto d'estate, il davanzale al sole, la mensola sopra il termosifone d'inverno. Il calore rovina la batteria grossa di un tablet e ammorbidisce anche la colla che tiene lo schermo: capita di vedere cornici sollevate senza che l'apparecchio sia mai caduto.
  4. Guarda ogni tanto dentro la presa di ricaricaSe devi tenere il cavo in una certa posizione perché carichi, il problema è già cominciato. Di solito è lanugine compattata in fondo alla presa: si toglie con qualcosa di non metallico, a tablet spento, con delicatezza. E non usarlo appoggiato con il cavo piegato di lato, perché è così che il connettore si stacca dalla scheda.
  5. Tienilo leggero, e le foto anche da un'altra parteLa memoria interna piena rallenta tutto e blocca gli aggiornamenti, che poi sono quelli che tengono in piedi le app della scuola e della banca. Ogni tanto togli quello che non apri da un anno e scarica altrove foto e video. Vale anche come assicurazione: se un giorno il tablet non si accende, i ricordi sono già al sicuro.

Domande frequenti

Quello che ci chiedono

01Perché il preventivo su un tablet si fa solo con l'apparecchio davanti?

Perché due dati cambiano tutto e nessuno dei due si legge al telefono. Il primo: su alcuni modelli il vetro è separato dal display e si sostituisce solo quello, spendendo una frazione; su altri il pannello è un blocco unico e va cambiato tutto. Il secondo: quanto è reperibile il ricambio per quel modello preciso, perché su un tablet ancora in commercio si lavora con pezzi normali e su uno di sei anni bisogna cercarli in giro. Chi ti spara una cifra senza aver visto la sigla sta tirando a indovinare. Portacelo in via Leinì 34 oppure mandaci il modello esatto: il preventivo non si paga e non impegna a niente.

02Il vetro si sta alzando da un angolo. È la batteria che si è gonfiata?

Quasi sempre sì. La batteria invecchiata, o tenuta troppo al caldo e sempre in carica, si dilata e spinge sullo schermo dall'interno: prima il tablet balla appoggiato sul tavolo, poi si apre una fessura lungo un lato. Da quel momento smetti di caricarlo e non provare a schiacciare il vetro per rimetterlo giù, perché una batteria in quelle condizioni non va compressa per nessun motivo. Portacelo anche spento e così com'è. Si smonta la batteria, si raschia via tutto l'adesivo vecchio, se ne monta una nuova e si richiude con colla nuova sul perimetro. Se intanto il vetro si è incrinato, le due cose si fanno insieme.

03Riparate anche tablet vecchi di cinque o sei anni?

È buona parte di quello che apriamo. I tablet restano in casa molto più a lungo dei telefoni: passano dal genitore al figlio, poi ai nonni per le videochiamate, e continuano a fare il loro lavoro. Vecchio quindi non vuol dire finito. L'unico limite reale è il ricambio: su certi modelli il pannello non si produce più e quello che gira in giro è di qualità dubbia, quindi dopo un mese perde luminosità o comincia a saltare sul touch. In quel caso te lo diciamo chiaramente prima di prendere il lavoro, invece di montarlo e sperare che tenga.

04Il tablet non prende più il cavo. È da buttare?

Quasi mai. Il caso più frequente è banale: dentro la presa si è compattata la lanugine della borsa o del divano, spinta in fondo da anni di spinotti, e il connettore del cavo non arriva più a fondo corsa. Si pulisce in laboratorio e il tablet riprende a caricare come prima. Quando invece la presa è consumata dall'uso, o ha preso una storta perché il tablet era appoggiato con il cavo piegato di lato, il connettore si dissalda e se ne monta uno nuovo. La terza possibilità è che il problema stia sulla scheda o nell'alimentatore, e anche questo si vede subito misurando quanta corrente assorbe.

05Perché un tablet resta in laboratorio più a lungo di un telefono?

Per via della colla. Uno schermo di tablet è incollato su tutto il perimetro di una cornice grande, quindi si apre scaldando un lato per volta e avanzando di pochi millimetri: andare di fretta significa incrinare il pannello, che è il pezzo più caro dell'apparecchio. Alla fine il rimontaggio chiede adesivo nuovo steso su tutto il giro, e il tablet deve restare in pressa finché non tiene davvero. Certi lavori si chiudono comunque in giornata, per esempio la pulizia di un connettore o una sistemata al software. Se il pezzo va ordinato si aggiungono i giorni di attesa, e il tempo previsto lo sai insieme al prezzo.

06Il tablet non riceve più aggiornamenti e certe app non partono più

Succede sui tablet di qualche anno, e il primo campanello è quasi sempre l'app della scuola o quella della banca che si rifiuta di aprirsi. A volte il problema è solo la memoria interna piena: gli aggiornamenti restano fermi a metà, e liberando spazio ripartono da soli. A volte è il sistema bloccato a una versione vecchia perché il produttore ha smesso di aggiornarlo, e allora si guarda quali applicazioni servono davvero e come farle funzionare. Sui modelli usciti senza i servizi di Google la strada è un'altra e va conosciuta. Si può fare parecchio senza cambiare un pezzo: è lavoro di software, e si capisce subito se ha senso.

07Ho rovesciato del liquido sul tablet. Cosa devo fare subito?

Spegnilo e non attaccarlo alla corrente per nessun motivo: dentro un apparecchio bagnato è la corrente a fare il danno vero, molto più del liquido in sé. Niente phon, che spinge l'acqua ancora più in dentro, e niente riso. Portacelo così com'è, prima possibile: la prima cosa che si fa in laboratorio è staccare la batteria, che su un tablet è larga quanto la scocca e resta collegata anche a schermo spento. Poi si pulisce la scheda e si guarda dove il liquido è arrivato e cosa ha già corroso. A volte riparte con un lavaggio, altre volte va sostituito un pezzo, e capita che salti solo l'altoparlante o una fotocamera: pure quelli si cambiano.

08Ho un 2-in-1 con la tastiera staccabile: è un tablet o un computer?

Dipende da cosa gli gira dentro, e per l'assistenza cambia parecchio. Se monta Windows si comporta a tutti gli effetti come un portatile, con disco, sistema da rimettere in piedi e dati da salvare: quel lavoro è spiegato nella pagina della riparazione computer. Se invece è un tablet Android con la tastiera a corredo, l'apparecchio si apre come tutti gli altri tablet, con calore e pazienza. In tutti e due i casi porta anche la tastiera e l'alimentatore che usi tutti i giorni: capita spesso che il guasto sia nel connettore magnetico o nel cavo, e non nel tablet.

Preventivo gratuito

Vieni con il tablet, il conto lo facciamo insieme

Siamo in via Leinì 34 a Settimo Torinese, e da qui serviamo Torino città e oltre ottantacinque comuni della provincia: lunedì dalle 15 alle 19, dal martedì al sabato mattina e pomeriggio, domenica chiuso. Telefono e WhatsApp 348 574 1528, fisso 011 897 12 77, assistenza@mobilecare.it. Mandaci una foto del tablet con il modello e ti rispondiamo entro 24 ore. La diagnosi non si paga: se non si ripara non paghi niente e l'apparecchio torna com'era.