In laboratorio non arrivano i telefoni delle pubblicità, arrivano quelli che ha la gente.
Samsung è la marca che vediamo di più, dai Galaxy A alla serie S: sui Galaxy A i ricambi si trovano bene, sui top di gamma il display è un OLED incollato e arriva come modulo completo. Abbiamo una pagina solo per Samsung.
Xiaomi, Redmi e POCO sono la seconda famiglia per numero. Redmi Note 8, 9, 10, 11, 12 e 13, POCO X3 e X5, Xiaomi 11, 12 e 13: pezzi disponibili, tempi corti, prezzi umani. Una cosa da sapere: sui Redmi Note più recenti lo schermo è incollato a una cornice sottile e si spacca anche con cadute che sembravano innocue.
Huawei e Honor sono il capitolo delicato. P20, P30, P40, Mate 20 e Mate 30 sono ottimi telefoni, ma gli originali sono diventati rari e i display OLED dei Pro si pagano. Honor, che ormai è un marchio a sé, ha modelli più semplici, 9 Lite, 10 Lite, X8, la serie Magic, con ricambi più facili da trovare.
Oppo, Realme, OnePlus e Vivo si somigliano nel montaggio: scocche incollate parecchio, batterie tenute da biadesivo forte, viti minuscole. Su Reno, Nord e Realme serie 8 e 9 i pezzi ci sono; sui modelli usciti in pochi esemplari in Italia si ordina e servono giorni.
Motorola di solito è una buona notizia: Moto G e Moto E hanno ricambi economici e un montaggio onesto. Google Pixel invece da noi si vede meno, i pezzi arrivano dall'estero e sul Pixel 6 e 7 il display costa più di quanto la gente si aspetti. Nothing Phone, Sony Xperia, TCL, Nokia, ZTE, Asus, Wiko, Alcatel e i corazzati tipo Ulefone o Doogee capitano più di rado: si può fare quasi tutto, ma l'attesa per il pezzo è più lunga e te lo diciamo prima. Sugli LG, usciti dal mercato nel 2021, dipende dal modello: certi ricambi sono finiti e non torneranno.
In generale vale sempre la stessa regola: display e vetri posteriori incollati vogliono calore, pazienza e adesivi nuovi, le batterie moderne si tolgono con linguette a strappo o con alcol isopropilico. Sono lavori che si fanno bene o si fanno male, e la differenza si vede tre mesi dopo.