Spieghiamo il guasto con parole semplici
Le parole difficili te le traduciamo mentre le usiamo: display, flat, digitizer, scheda madre. Telefoni, tablet e computer si consegnano in negozio, in Via Leini 34 a Settimo Torinese, e si aprono di là, in laboratorio. Prima ti diciamo cosa si è rotto e quanto viene, poi decidi tu. La diagnosi non si paga e la garanzia è di tre mesi.
Che cosa si è rotto
Tre schede: telefoni, tablet, computer. Dentro ognuna i casi che arrivano più spesso in laboratorio, con quello che si fa e quello che si guarda prima.
Cinque guasti che arrivano ogni settimana, raccontati senza gergo: dove serve una parola tecnica te la spieghiamo in mezza riga. La riparazione cellulari Torino corso Francia comincia sempre dalla diagnosi gratuita.
Chiamate che cadono, wifi che sparisce a un metro dal modem, oppure la scritta «nessuna SIM» con la scheda regolarmente dentro. Prima di aprire facciamo la prova incrociata: la tua SIM su un altro telefono e un'altra SIM sul tuo. Così si capisce se il guaio è dell'operatore o dell'apparecchio. Dentro i sospettati sono tre: il cassetto della SIM con i contatti storti o sporchi, il flat dell'antenna scollegato dopo una caduta (il flat è la strisciolina piatta che porta i segnali da un pezzo all'altro), oppure il modulo di rete sulla scheda. Nella riparazione telefoni Torino corso Francia questo è il caso che chiede più prove prima del preventivo, perché il difetto compare e sparisce.
Sotto il vetro ci sono altri due strati: il display, che è la parte che fa l'immagine, e in mezzo la pellicola che sente il dito. Se il vetro è crepato ma l'immagine resta pulita e il dito risponde dappertutto, su parecchi modelli si stacca solo il vetro e si spende meno: quella è la sostituzione vetro. Se invece vedi righe verticali, un alone che si allarga di giorno in giorno o una zona che non risponde più, il pannello sotto ha ceduto e va cambiato il gruppo intero, ed è quello che si chiama sostituzione display Torino corso Francia. Il vetro posteriore è un discorso a parte: si cambia anche quello, e non conviene rimandare, perché le schegge finiscono sull'obiettivo della fotocamera.
La batteria si consuma a cicli: una carica piena da zero a cento è un ciclo, e dopo cinque o seicento cicli la capacità rimasta è molto meno di quella del primo giorno. I segnali sono sempre gli stessi: la percentuale che crolla a scatti, il telefono che si spegne al 30 e riparte al 5 appena lo attacchi, il calore anche da fermo. Prima di parlare di cambio batteria Torino corso Francia leggiamo con un programma quanti cicli ha fatto la cella e quanta capacità le resta, e misuriamo quanto consuma il telefono a schermo spento. Capita che la cella sia sana e che a svuotarla sia un'applicazione rimasta accesa: in quel caso te lo diciamo e non cambi niente.
Il connettore di ricarica è la presa in fondo al telefono, saldata su una schedina a parte o sulla scheda principale. Quando devi tenere il filo storto, o la carica parte e si ferma da sola, il primo sospetto è lui. Prima però guardiamo dentro la presa con la lente: molto spesso in fondo c'è uno strato di polvere e pelucchi pressato da mesi di tasca, che impedisce al cavo di entrare fino in fondo, e con una pulizia fatta bene il telefono riprende a caricare senza cambiare un pezzo. Se invece i contatti sono neri di ossido, cioè corrosi, o la presa è stata strappata di lato, si stacca con l'aria calda e si monta quella nuova.
In alto c'è la capsula, cioè l'altoparlante piccolo che appoggi all'orecchio; in basso stanno l'altoparlante della suoneria e uno dei microfoni. Quando ti dicono che sembri lontano o coperto, il primo controllo è la griglia: polvere e residui la chiudono e la voce esce smorzata. Si smonta, si pulisce e si riprova con una registrazione fatta prima e dopo, perché a orecchio ci si inganna da soli. Se il difetto resta si prova microfono per microfono, perché su un telefono ce ne sono due o tre e ognuno lavora in una situazione diversa: chiamata normale, vivavoce, video. È un lavoro corto, ma va fatta la prova giusta, altrimenti si cambia il microfono sano.
Un tablet è un telefono grande, ma incollato molto meglio: aprirlo chiede tempo e mano ferma. La riparazione tablet Torino corso Francia la facciamo qui, su iPad come su Samsung, Xiaomi o Lenovo.
Dipende da come è costruito quel tablet, e la parola che conta è «laminato». Su un tablet non laminato il vetro è un pezzo a sé, incollato sopra il display: si scalda la colla, si taglia con un filo, si pulisce il telaio e si incolla il vetro nuovo. Su un tablet laminato, come gli iPad più recenti e i Samsung di fascia alta, vetro e display sono un blocco unico: anche quando l'immagine è perfetta il ricambio è tutto il blocco, e il preventivo cambia parecchio. Non è una scelta nostra, è come è fatto l'apparecchio, e si capisce in due minuti guardando il tuo modello. Te lo diciamo con la cifra davanti, prima di ordinare qualsiasi cosa.
Su un tablet non ci sono viti da svitare. Il vetro è tenuto da un nastro biadesivo che corre lungo tutto il bordo, e a pochi millimetri da quel nastro passano i cavetti del tocco, le antenne e su certi modelli l'altoparlante: se si scalda troppo o si spinge la lamina un millimetro più in là, si taglia qualcosa. Perciò si lavora con una piastra che scalda a temperatura controllata, lamine sottilissime e un lato per volta, senza tirare mai. Con le crepe partite dagli angoli il vetro si sbriciola mentre si taglia. In chiusura il nastro va rifatto da capo: riusare il vecchio significa ritrovarsi un angolo alzato dopo poche settimane, con la polvere che entra sotto il vetro.
Un tablet comprato da un privato può nascondere tre cose. La prima è l'account del vecchio proprietario rimasto dentro: è l'antifurto del produttore, e senza la password di chi lo ha attivato la prima volta, al primo riavvio resta fermo alla schermata di blocco. Nessuno lo toglie, noi compresi. La seconda è la batteria, che si giudica solo dopo una giornata d'uso vero, quindi chiedi da quanti anni ce l'ha. La terza è un vetro già sostituito male, che si riconosce da un bordo non a filo con la scocca o da un angolo che si solleva. Il controllo che conta più di tutti: fattelo accendere e cancellare davanti a te, fino alla schermata di benvenuto.
Lo strato che sente il dito si chiama digitizer e sta appena sotto il vetro, più sottile di un foglio di carta. Quando il tablet apre applicazioni da solo, scrive lettere mai battute o resta muto in una striscia, quasi sempre è quello strato, non il sistema. Prima però si escludono due cose che non costano niente: si riavvia e si prova in modalità sicura, così si vede se c'entra un'applicazione, e si toglie la pellicola, perché una pellicola sollevata crea una zona morta larga come un dito. Se il difetto resta si guarda il bordo con la luce di lato: nove volte su dieci parte da una crepa in un angolo, a volte così sottile che a occhio non la vedi.
Un tablet di cinque o sei anni rallenta per due motivi diversi, e conviene distinguerli prima di spendere. Il primo è lo spazio finito: sotto i due giga liberi il sistema non ha più dove lavorare, non riesce nemmeno a scompattare un aggiornamento, e ogni cosa diventa lenta. Quello si sistema spostando foto e video e togliendo il superfluo, e si può fare anche con l'assistenza a distanza, mentre guardi lo schermo. Il secondo è il produttore che ha smesso di seguire quel modello: lì non c'è ricambio che serva, e te lo diciamo invece di venderti un lavoro inutile. Riparare conviene finché il tablet riceve ancora aggiornamenti.
Ronzii, spegnimenti improvvisi, schermi che si macchiano, dischi che non si aprono. La riparazione PC Torino corso Francia parte da tre misure semplici: stato del disco, memoria libera e temperature sotto carico.
Un fisso che lavora dieci minuti e si spegne di colpo ha due colpevoli. Il primo è l'alimentatore, la scatola che trasforma la corrente di casa in quella che usano i pezzi interni: con gli anni perde colpi, e appena la scheda video tira la tensione scende e la macchina si riavvia. Va provato mentre lavora, perché da fermo sembra sano. Il secondo è il calore: le ventole con i cuscinetti asciutti ronzano, i dissipatori tappati di polvere non buttano più fuori niente e il processore si rallenta da solo per non bruciarsi. Nella riparazione computer fissi si smonta, si pulisce, si rifà la pasta termica, cioè la crema che passa il calore dal processore al dissipatore, e si rimisura tutto.
Nessuna immagine, ventola ferma, una spia che lampeggia e basta. Prima di parlare di scheda si escludono le cose semplici, ma con gli strumenti e non a occhio: si prova un alimentatore buono e si misura quanta corrente passa davvero, si stacca la batteria e si prova a corrente diretta, si toglie il banco di memoria e si rimette pulito. Se la macchina resta muta si passa alla scheda, e la riparazione scheda madre su un portatile vuol dire cercare al microscopio la linea di alimentazione che manca. Nella riparazione notebook Torino corso Francia è il passaggio che porta via più ore e non riesce sempre: ti diciamo prima cosa vediamo dentro e quanto verrebbe.
Sì, ed è un lavoro che facciamo tutte le settimane. Si porta di là quello che c'era: documenti, foto, posta con la sua cronologia, rubrica, preferiti del navigatore e, dove le licenze lo permettono, anche i programmi; la configurazione stampanti e rete la rifacciamo noi sulla macchina nuova. Se il computer arriva pieno di roba del produttore che parte da sola, conviene una installazione sistema operativo pulita e poi rimettere dentro i tuoi dati: si accende prima e resta più leggero. Il vecchio non lo cancelliamo finché non ci confermi che sul nuovo c'è tutto. Se lo tieni come riserva, spesso basta una sostituzione SSD per riportarlo a una velocità normale.
Una macchia scura che si allarga, un alone a ragnatela partito da un angolo, righe fisse colorate: il pannello ha preso una botta, anche quando il vetro sopra sembra intero. Si cambia il pannello da solo, senza toccare il resto della macchina, e per la gran parte dei modelli si trova ancora. Se invece l'immagine c'è ma è buia, e la leggi solo mettendo il portatile controluce, il pannello sta bene e manca la retroilluminazione, cioè la luce che sta dietro: quello è un guasto di alimentazione e costa meno. La riparazione portatili Torino corso Francia parte da questa distinzione, perché si fa in un minuto con una torcia e cambia il preventivo.
Se il computer non riconosce più il disco, o senti un ticchettio sempre uguale, la cosa più utile è spegnerlo e fermarsi: ogni riaccensione può portarsi via un altro pezzo di quello che c'è dentro. Il recupero dati Torino corso Francia si fa fuori dal computer, attaccando il disco a un lettore che legge e non scrive niente, e partendo dalle cartelle che ti servono per prime. Sui dischi meccanici, quelli con i piatti che girano, a volte si riesce a fare una copia completa settore per settore. Sugli SSD e sui Mac, dove la memoria è saldata alla scheda, dipende da cosa ha ceduto. Ti diciamo prima quanto è probabile riuscirci, senza far finta che sia scontato.
Come si fa
Nessun appuntamento e nessuna parola difficile: il preventivo gratuito Torino corso Francia te lo spieghiamo prima, e se dici di no l'apparecchio torna com'era.
Non serve sapere come si chiama il pezzo: «è caduto e adesso metà schermo è nero» basta e avanza. Su WhatsApp al 348 574 1528 mandaci quello, più marca e modello, e una foto se ce l'hai. Rispondiamo entro 24 ore. Se preferisci la voce, il fisso è 011 897 12 77, e in negozio puoi passare quando ti viene comodo.
Il negozio è in Via Leini 34 a Settimo Torinese: lunedì 15-19, da martedì a sabato 9:30-12:30 e 15-19, domenica chiuso. Chi non riesce a passare chiede il ritiro a domicilio Torino corso Francia: la riparazione cellulari provincia di Torino la seguiamo da qui, veniamo a prenderlo e lo riportiamo riparato. Per i problemi di programmi c'è l'assistenza a distanza.
L'apparecchio passa di là, nel laboratorio, e lì si apre e si misura, perché il sintomo racconta bugie di continuo. Poi ti arriva il preventivo: pezzo, cifra e giorni, scritti in modo che si capiscano, con le parole tecniche spiegate accanto. Fino alla tua risposta non tocchiamo altro, e se dici di no non paghi niente.
Finito il lavoro l'apparecchio resta acceso a fare prove: schermo e tocco punto per punto, carica, altoparlanti, microfono, fotocamere, rete, e sui computer temperature sotto carico e prima accensione a freddo. In negozio lo riprovi tu prima di pagare e ti facciamo vedere cosa è stato cambiato. Sulla ricevuta ci sono i tre mesi di garanzia.
Marche
Non siamo un centro autorizzato di nessun produttore. Da laboratorio indipendente apriamo qualunque marca, anche fuori garanzia.
Apple e Samsung tornano ogni giorno, e i ricambi comuni li teniamo in casa: nella riparazione iPhone Torino corso Francia tre lavori su quattro sono schermo, batteria o presa di ricarica. Su Xiaomi e Redmi la spesa resta bassa, quindi anche un modello di quattro anni vale il lavoro. Huawei e Honor cambiano soluzione interna da un modello all'altro. Di Oppo, Realme e OnePlus ne arrivano tutte le settimane; Motorola si apre senza brutte sorprese, sul Google Pixel il vetro dietro va scaldato piano perché si spacca facile.
I portatili che arrivano di più portano cinque nomi: Lenovo, HP, Acer, Asus e Dell, più le macchine da gioco di MSI. I guasti si ripetono sempre uguali fra cerniere, tastiere, schermi e ventole, e sui modelli da gioco quasi tutto il lavoro è di calore. La riparazione Mac Torino corso Francia è un capitolo a sé perché memoria e disco sono saldati: nella riparazione MacBook contano tastiere, batterie gonfie e il cavetto dello schermo dentro la cerniera, nell'assistenza iMac il disco.
Due parole vanno chiarite. «Originale» è il pezzo che monta il produttore: costa di più e su certi modelli è l'unico che fa funzionare proprio tutto, per esempio la luminosità che si regola da sola. «Compatibile» vuol dire fatto da altri, e fra un compatibile e l'altro la differenza è enorme: noi montiamo la prima scelta e la proviamo accesa prima di richiudere.
Domande frequenti
Da fuori spesso non si distingue, ed è normale: un telefono lento e un telefono con la batteria finita si comportano quasi uguale. La regola pratica è questa: se il guasto compare e sparisce, se è arrivato dopo un aggiornamento o dopo aver installato qualcosa, di solito è software. Pagine che si aprono da sole, per dire, chiedono una rimozione virus e non un pezzo nuovo, e si sistemano senza aprire niente. Se invece c'entra una caduta, un liquido, un cavo, oppure il difetto resta identico anche appena riavviato, allora è un componente. L'assistenza informatica Torino corso Francia parte da questa domanda, e la risposta arriva dalle misure.
Sono le tre parole che sentirai di più, quindi meglio chiarirle subito. Il display è la parte che fa l'immagine: se ha righe o macchie, si cambia lui. Il digitizer è lo strato trasparente che sente il dito, e sta appena sotto il vetro: quando il tocco salta o parte da solo, il colpevole è quello. Il flat è la strisciolina piatta e flessibile che porta i segnali da un pezzo all'altro dentro l'apparecchio: si pizzica, si consuma dove piega, e allora smettono di funzionare tasti, fotocamere o antenne. Nel preventivo scriviamo il nome del pezzo e accanto, in parole normali, cosa fa.
In negozio sì, e per i lavori corti conviene: uno schermo o una batteria su un modello comune, con il pezzo già qui, si chiudono in poco tempo. Nel laboratorio invece non si entra, ed è una stanza separata: ci sono microscopio, aria calda e viti da un millimetro sul piano di lavoro, e una distrazione basta a perdere un pezzo o a rovinare un flat. Non è per fare mistero: se ti interessa capire cosa era successo, scattiamo le foto dell'interno e te le spieghiamo alla riconsegna. Per i lavori lunghi ti avvisiamo appena è pronto, così eviti l'attesa in piedi.
Chi ci lavora, e solo per quello che serve alla prova. Dopo aver cambiato uno schermo bisogna aprire la fotocamera, fare una chiamata di prova e scorrere la galleria per controllare il tocco: senza queste prove non sapremmo se il lavoro è riuscito. Non copiamo niente, non guardiamo altro e l'apparecchio non esce di qui. Se preferisci non lasciare il codice di sblocco lo capiamo benissimo: si concorda che le prove finali le fai tu in negozio prima di pagare. E se hai foto o documenti delicati, il consiglio vale sempre: fai una copia prima di consegnare qualunque cosa a chiunque.
Si paga alla riconsegna, dopo che hai provato che funziona, e non prima: contanti, bancomat o carta in negozio. Anticipi non ne chiediamo, tranne in un caso che è giusto dire subito: se per te va ordinato un ricambio raro o costoso chiediamo una caparra, perché quel pezzo poi resta qui. La fattura la facciamo a chiunque la chieda, privati compresi, e per le partite IVA emettiamo fattura elettronica: portaci codice destinatario o PEC. Sulla ricevuta sono comunque scritti il lavoro eseguito, il ricambio montato e la data da cui partono i tre mesi di garanzia.
Te lo diciamo noi, prima che tu debba chiederlo. Nel preventivo scriviamo quanto viene il lavoro e, quando la cifra si avvicina o supera quello che l'apparecchio vale usato, lo segnaliamo per iscritto insieme al motivo: schermo di fascia alta su un modello vecchio, telaio piegato sotto il vetro, scheda con più guasti insieme. A volte conviene lo stesso, per esempio se dentro ci sono anni di foto o se quel modello ti trova bene e vuoi tenerlo. Decidi tu, con i numeri davanti. Se dici di no la diagnosi resta gratuita e te lo riportiamo com'era.
Spesso sì, perché «irreparabile» significa cose diverse a seconda di chi lo dice. Per chi lavora solo a moduli vuol dire che il pezzo grosso non si cambia; per noi vuol dire che bisogna scendere sulla scheda, con il microscopio e l'aria calda. Piste interrotte da una caduta, ossido lasciato dai danni da liquido, integrati di alimentazione andati: sono lavori lunghi, non riescono sempre, e questo lo mettiamo in chiaro prima di iniziare. Guardarlo però non ti costa niente. E se davvero non c'è più niente da fare, ti diciamo almeno cosa si può salvare, a partire dai dati.
Se lo chiedi sì, e basta dirlo quando lasci l'apparecchio: te lo mettiamo da parte e lo trovi in una bustina insieme alla ricevuta. Due eccezioni oneste. Le batterie gonfie non te le diamo: sono rifiuti che vanno smaltiti in un certo modo e in casa non devono stare. E su alcuni ricambi il fornitore riprende il pezzo rotto in cambio di uno sconto, che finisce sul tuo preventivo; quando è così te lo diciamo prima, e scegli tu. Per il resto non c'è nessun motivo per tenerci il tuo vecchio display: chiedilo e lo vedi, anche solo per capire com'era fatto dentro.
Diagnosi gratuita, risposta entro 24 ore
Cerchi un centro riparazione Torino corso Francia che ti spieghi le cose in italiano semplice? Siamo in Via Leini 34, a Settimo Torinese. Telefono e WhatsApp 348 574 1528, fisso 011 897 12 77, assistenza@mobilecare.it. Aperti lunedì 15-19, da martedì a sabato 9:30-12:30 e 15-19. Scrivici che apparecchio è e cosa gli è successo: rispondiamo entro 24 ore. Se non puoi passare c'è l'assistenza a domicilio Torino corso Francia, e per gli uffici l'assistenza tecnica Torino corso Francia continuativa.
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Dicci che apparecchio hai e cosa è successo: ti rispondiamo subito, il preventivo è gratuito.
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